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Non chiamateli chandelier

Sono vere e proprie architetture di luce sempre diverse quelle che Lolli e Memmoli progettano e realizzano a mano, dando un volto sempre nuovo al cristallo. Strizzando l’occhio alla tradizione ma guardando soprattutto al futuro.

Come spesso succede quando si visita l’atelier di un artista, anche per andare da Lolli e Memmoli è necessario uscire dai circuiti standard della borghesia e del design milanese. Il loro showroom si trova infatti nel sud della città, in una viuzza non esattamente facile da reperire. Una posizione che si potrebbe pensare insolita per uno spazio vendita se non si capisse poi immediatamente entrandoci che più che uno spazio commerciale questo è un vero e proprio laboratorio.
È qui infatti che dal 1993 Ivan Lolli e Mario Memmoli, architetti, creano a mano, insieme al loro team di oltre 20 artigiani specializzati, le loro cascate di luce capaci di regalare grandeur a qualunque interior.

Chiamarli chandelier sarebbe riduttivo. La definizione non terrebbe infatti conto della fondamentale differenza tra le creazioni del duo milanese e quelle dei marchi tradizionali. Innanzi tutto i progetti di Lolli e Memmoli nascono dall’invenzione di un particolare sistema di aggancio dei cristalli che permette loro di evitare la presenza di impegnative strutture: i cristalli si legano infatti gli uni agli altri come apparentemente sospesi nel vuoto.

Il cristallo affascina per la sua trasparenza e delicatezza”, spiegano, “ma in realtà si tratta di un materiale pesante. All’origine della nostra ricerca c’era il desiderio di liberarlo di qualsiasi sovrastruttura superflua per enfatizzarne la leggerezza”.

Oltre a raggiungere questo scopo, l’ingegnoso sistema permette anche un assemblaggio non ripetitivo delle gocce, che infatti si sviluppano in lungo e in largo, dando vita a sistemi di illuminazione sempre unici e per questo perfetti per il mercato contract.
Il loro è insomma una sorta di decostruttivismo contemporaneo, che permette giochi di sovrapposizioni e lunghezze diversificate costituite da migliaia di cristalli, proposti con una vasta palette di colori, arricchita ogni anno da nuove sfumature e tonalità create appositamente. Le cromie sono infatti l’altro punto di forza delle creazioni di Lolli e Memmoli.

Il processo creativo che i due hanno messo a punto li porta da un lato a sviluppare una collezione declinabile in un’infinita varietà di colori e toni ma dall’altro anche a poter proporre soluzioni ad hoc, appositamente pensate per il luogo destinato ad ospitarle.
È lo spazio stesso, in questo caso, che da loro il brief e che li ispira nell’assemblaggio dei cristalli di vari colori e nuance.

Un lavoro quasi certosino, e rigorosamente artigianale, la cui riuscita è direttamente proporzionale alla qualità dell’impegno che vi si inietta non solo dal punto di vista creativo ma anche tecnico, a livello di imballaggi, organizzazione commerciale e logistica delle spedizioni e delle installazioni.
Il fatto che dal 1993 ad oggi Lolli e Memmoli abbiano stregato armatori greci, alberghi, istituzioni, marchi del design (come Poliform e Minotti) e della moda (come Moschino), la dice quindi lunga su quanto il duo e il loro atelier di preziosi collaboratori siano apprezzati nel mondo intero.

Perché piacciano non è un mistero. Da anni il mercato del lusso colto ha capito che la sola tradizione non basta per creare interior accattivanti per un mercato sempre più incentrato sul nuovo e il contemporaneo. Con le loro creazioni, Lolli e Memmoli sono capaci di proporre un’interpretazione nuova e colta del passato, di fatto trasformandolo senza però denaturalizzarlo.

Le loro architetture di luce confortano chi non sa osare – perché utilizzano un materiale che da sempre è sinonimo di qualità – ma parlano a chi sa andare oltre – perché di fatto scardinano la sostanza originale dello chandelier tradizionale tutto improntato sulla presenza di una struttura e sulla ripetitività del decoro. Ma è soprattutto il loro costante desiderio di andare oltre, senza sedersi sugli allori.
Del resto, il loro motto è “evoluzione e coerenza”. Ed è su questo che costruiscono il loro successo.

Laura Traldi